Tipologie degli interventi
Ingegneria naturalistica
Per Ingegneria Naturalistica si intende la disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo come materiale da costruzione di piante viventi, parte di piante o intere biocenosi vegetali, fibre di cocco, juta, paglia, biostuoie ecc.. spesso in unione con materiali non viventi quali: pietrame, legname, acciaio, prodotti di origine sintetica (es. geotessile).
Queste metodologie operative, favorendo una veloce e diffusa ricolonizzazione di aree degradate, migliorano la qualità del paesaggio e ne riducono drasticamente l'impatto ambientale.
Per tali motivi negli ultimi anni gli interventi di Ingegneria Naturalistica vengono spesso affiancati o combinati agli interventi dell'Ingegneria Civile tradizionale.
La Ditta Piccole Dolomiti da anni opera in questo settore con personale qualificato. Gli ambiti di applicazione sono i seguenti:
- versanti in terra: consolidamento sub-superficiale e stabilizzazione di porzioni di terreno soggetti a movimenti franosi o potenzialmente in frana, drenaggi superficiali e sub-superficiali;
- corsi d'acqua: riprofilature e consolidamenti di sponda e del fondo, costruzione di opere trasversali come briglie, pennelli e rampe di risalita per l'ittiofauna, creazione di isolotti artificiali;
- canali: realizzazione e ripristino di fossati, scoli, canalette per la regimazione idrica superficiale;
- vasche di laminazione, bacini di invaso: realizzazione di aree depresse con la funzione di contenimento periodico delle acque;
- vassoi assorbenti: realizzazione di vassoi assorbenti in legname e pietrame negli impianti di smaltimento dei reflui domestici;
- cave e miniere a cielo aperto: stabilizzazione a termine coltivazione e recupero paesaggistico dell'area;
- discariche di rifiuti solidi urbani e assimilabili: rinverdimento e recupero paesaggistico dell'area al termine della fase di conferimento dei rifiuti nell'impianto;
- aree degradate: recupero di aree degradate con la creazione di ambienti pseudonaturali.
Fascinata / Viminata
Strutture leggere in legname con azione prevalente di protezione. Si tratta di strutture realizzate in gran parte in legname di diametro medio piccolo, vincolato al terreno, che hanno la funzione di proteggere gli strati più superficiali. Le tipologie più in uso sono la fascinata e la viminata.
FASCINATA (con viminata)
Ha lo scopo di contribuire a consolidare in superficie i versanti meno acclivi e limitare l'azione erosiva delle acque non incanalate. E' costituita da ramaglia vegetante riunita in fascine posata e fissata con picchetti in legno in scavi longitudinali al pendio di profondità limitata (30-50 cm), realizzati sul versante con una leggera inclinazione. La posa viene completata con il riempimento della banchina con terra per raccordarsi con il piano campagna naturale.
VIMINATA VIVA
Consiste nell'infissione di paletti di lunghezza non superiore al metro, sporgenti di circa 30 cm, collegati in orizzontali da vimini o altra essenza simile.
Cordonata / Gradonata / Palizzata
Strutture medio-leggere in legname con funzione prevalente di consolidamento.
Si tratta di interventi che prevedono modesti movimenti terra, l'impianto di vegetazione arborea e arbustiva o la realizzazione di strutture medio-leggere in legname; la loro funzione è sostanzialmente quella di fornire un consolidamento entro il primo metro di spessore di terreno.
Cordonata
Sono realizzate asportando temporaneamente una porzione di terreno dal pendio lungo fasce orizzontali anche estese.
Sulla superficie di appoggio viene posta della ramaglia (che ha la funzione drenante), uno strato di terra e posato longitudinalmente dello stangame. Lo scavo viene riempito con terra e profilato secondo l'inclinazione del versante.
La profondità dello scavo può essere superiore al metro.
Gradonate
Sono opere simili alle precedenti, ma minori, in cui in una tasca scavata nel terreno, sempre con andamento longitudinale al pendio, vengono poste talee subito ricoperte in terra.
La profondità della tasca è di circa 50 cm.
Palizzata in legname con talee
Si basa sull'infissione nel terreno di pali di altezza 1,5 mt e diametro 15-20 cm, in modo che sporgano di circa 40-50 cm. Trasversalmente, appoggiati e vincolati a monte dei pali, vengono posti tronchi, mezzi tronchi o paletti in modo da poter riprofilare la superficie del terreno in cui vengono poste giovani piante radicate e talee.
Palificata
Strutture in legname con azione prevalente di stabilizzazione. Si tratta di strutture realizzate in gran parte in legname di grosso diametro (20-30 cm), preferibilmente di larice o di castagno scortecciato, in tronchi di lunghezza di circa 2 metri, incastrati e vincolati tra loro in modo da assicurare resistenza e rigidezza all'insieme.
Palificata semplice
E' una struttura longitudinale che viene posta trasversalmente al pendio. La sequenza del le operazioni di realizzazione prevede di creare un piano di appoggio per la struttura debolmente inclinato verso monte, su cui viene posata una prima serie di tondi ortogonali allo sviluppo longitudinale del piano di posa. Su questi vengono posati i tronchi longitudinali, vincolati con ferro (chiodi, bulloni, staffe, cambre ecc..) ai primi. Le operazioni si ripetono fino al completamento in altezza della palificata.
Palificata doppia
E' costituita da una struttura tridimensionale a sviluppo orizzontale in legname, appoggiata e parzialmente vincolata al pendio. Ha lo scopo di stabilizzare i versanti acclivi.
Le palificate hanno il pregio di inserirsi molto bene nel contesto naturale e di essere molto flessibili nel seguire i profili, le pendenze e le asperità del versante. Sono altresì valide nelle sistemazioni di parchi, giardini e nell'arredo urbano.
Grata
E' una tipologia d'intervento complessa ma molto efficace per sistemare scarpate e versanti in terra anche con pendenze elevate. Sono di due tipi: grata semplice e grata doppia.
Grata semplice
Si tratta di una struttura reticolare tridimensionale in legname, appoggiata e vincolata al pendio, a sviluppo areale, di notevole capacità stabilizzante.
La sequenza delle operazioni di realizzazione prevede di regolarizzare il piano inclinato della scarpata e di creare un piano di appoggio per la struttura, debolmente inclinato verso monte, su cui viene costruita la fondazione della grata, che consiste, normalmente, in una palificata.
Successivamente, partendo dalla sommità di questa, si realizza il telaio in legname del corpo centrale della grata, si posano talee o giovani piante radicate e si riempie con terra.
Grata doppia
Si differenzia dalla grata semplice per avere un doppio telaio e quindi essere complessivamente più resistente.
Ha lo scopo di consolidare le aree a maggiore acclività sedi di movimenti franosi e, in particolare, di impedire l'ampliamento verso monte della scarpata di frana o l'impostarsi di nuove superfici di rottura.
La preparazione del sito di intervento prevede innanzi tutto la regolarizzazione della nicchia di distacco fino ad ottenere un'inclinazione costante del pendio.
Si realizza poi la base d'appoggio, costituita da una palificata doppia in legname; si procede con la posa della spalliera di intradosso della grata, costituita da elementi verticali (montanti) e da elementi orizzontali (traverse) vincolati tra loro e fissati al terreno medianti picchetti in legno ortogonali alla spalliera.
Viene poi posata la paleria distanziatrice e la spalliera di estradosso che ha le medesime caratteristiche della prima. La paleria distanziatrice ha lunghezza tale da mantenere le due spalliere ad una distanza di circa 1 mt.
Per concludere si procede al riempimento della struttura con terreno ed alla posa di talee. A monte della grata può essere prevista la realizzazione di un canale di drenaggio per intercettare le acque di scorrimento superficiale.
Gabbionate
Sono strutture modulari costituite da gabbie in rete metallica zincata a doppia torsione e maglia esagonale e riempite con pietrame e disposte a file parallele e sovrapposte. Talee di salice vengono inserite all'interno dei gabbioni con disposizione regolare o a file nella prima maglia del gabbione.
Campi di applicazione
Difesa longitudinale e/o trasversale di corsi d'acqua, piede di pendii umidi e instabili, briglie in golene allagate occasionalmente, sistemi di fitodepurazione, difesa e sostegno di sponde lacustri.
Sono strutture permeabili che non ostacolano la filtrazione dell'acqua da e verso le sponde. Vengono impiegate per costruire strutture di sostegno a gravità e caratterizzate da un'elevata flessibilità e permeabilità.
Briglie in legname e sassi
Le briglie in legname e pietrame, eventualmente combinate con elementi vivi quale le talee di salice, sono interventi che vengono realizzati lungo le aste fluviali in particolare nelle zone montane soggette ad erosione.
Tali interventi consistono nella realizzazione di strutture trasversali all'alveo con lo scopo di contrastare l'erosione del letto, il trasporto solido e la stabilizzazione delle sponde.
Ove le caratteristiche morfologiche dell'alveo lo consentano, al posto delle briglie è possibile realizzare delle rampe in pietrame per la risalita dei pesci.
Drenaggi
Le opere di drenaggio sono interventi che hanno lo scopo di intercettare e convogliare le acque allontanandole dall'area verso un canale di recapito naturale.
Si dividono in drenaggi superficiali e sub-superficiale.
Drenaggi superficiali
Il drenaggio può essere eseguito con tecniche diverse, tutte riconducibili alla creazione di una trincea o canaletta poco profonda, opportunamente sagomata con l'utilizzo di pietrame, legname o dalla combinazione dei due.
Drenaggi sub-superficiali
Il drenaggio sub-superficiale può essere eseguito con tecniche diverse, tutte riconducibili alla creazione di una trincea poco profonda a permeabilità significativamente più elevata rispetto a quella del terreno circostante.
Tra gli interventi più frequenti vi sono: il drenaggio con fascine, il drenaggio con tubo fessurato, ghiaia e geotessuto, il drenaggio con ciottoli e massi.
Drenaggio con ciottoli e massi
Si tratta di realizzare un solco e di posare in esso ciottoli e massi sino al piano campagna o quasi.
Il drenaggio delle acque, sia superficiali che sotterranee è garantito dall'elevata permeabilità idraulica del materiale posato.
Drenaggio con ghiaia e tubo fessurato
L'intervento si realizza ponendo in un solco un tubo drenante, materiale lapideo ad elevata permeabilità (pietrisco o ghiaia) avvolto nel geotessuto.
Il lavoro si conclude con il riempimento della banchina con terra per raccordarsi con il piano campagna naturale.
Drenaggio con fascine
L'intervento si realizza ponendo in un solco fascine in verghe morte e talee vincolate al terreno con paletti in legname.
Si realizza prima la trincea, si posano e si fissano le fascine e, infine, si procede al riempimento dello scavo con terra per raccordarsi con il piano campagna naturale e favorire il radicamento delle talee.
Difese e sistemazioni spondali
Gli interventi di difesa spondale possono essere di diverso tipo. Intervento classico è quello che vede l’utilizzo di massi, anche ciclopici e il rinverdimento della sponda con l’inserimento di talee di salice tra un masso e l’altro.
Altra tipologia d’intervento utilizza le palificate vive semplici o doppie o anche i rivestimenti con astoni di salice, talee di ontano, pioppo o altra specie.
La vegetazione spondale svolge un ruolo importante in quanto riduce la velocità della corrente, favorisce la cattura di sedimenti e consolida le sponde.