Canaletta superficiale

Quattro semplici interventi di regimazione delle acque per evitare disastri da migliaia di Euro (parte 1)

1 Commento

Nella nostra attività quotidiana di impresa edile specializzata nel consolidamento di frane e smottamenti, ci troviamo spesso di fronte a situazioni piuttosto incredibili.

Una di queste è la convinzione da parte dei cittadini (ma anche di progettisti e amministratori pubblici) che le frane e gli smottamenti siano un castigo divino oppure una fatalità.

O ancora, che per prevenire gli smottamenti del suolo siano necessarie opere costosissime e di grandissima complessità.

Niente di tutto questo.

Abbiamo visto con i nostri occhi diverse frane e diversi cedimenti che hanno causato danni per migliaia di Euro, e che potevano essere evitate con poche e semplici opere di ordinaria manutenzione del territorio.

La cosa ancora più incredibile è che molti di questi interventi erano una consuetudine nel passato, e ora non vengono più effettuati per superficialità, menefreghismo o mancanza di conoscenze.

Parliamo per esempio delle canalette superficiali.

Si tratta di un intervento utilissimo, che un tempo veniva realizzato sistematicamente e invece oggi è (colpevolmente) molto trascurato.

In breve, si tratta di scavare tratti depressi nel terreno con lo scopo di raccogliere e convogliare l’acqua che, in caso di pioggia, il terreno non riesce ad assorbire.

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Quando piove per diversi giorni su un terreno fragile e in pendenza, si creano dei corsi d’acqua momentanei – di portata anche molto elevata – che possono causare frane.

In particolare, i terreni argillosi sono i più pericolosi in questo senso, perché si possono creare colate di fango, che sono tra le frane più pericolose in assoluto.

Contrariamente a quanto si pensi, le canalette superficiali non sono solo una prerogativa di terreni molto estesi o di pendii molto scoscesi, ma andrebbero realizzate anche a protezione degli edifici.

La cattiva notizia è che, pur essendo un intervento tecnicamente semplice, una canaletta non è così facile da realizzare come sembra.

E’ necessario infatti progettarla con la pendenza e con la capienza adeguata, e se la canaletta viene effettuata su un pendio, con inclinazione costante, ossia evitando tratti di sali/scendi!

Se ti sembra un punto di visto troppo drastico, ecco un esempio pratico.

Piove a dirotto da giorni. Le grondaie della tua casa scaricano acqua a terra. Se le canalette e i pozzetti sono insufficienti, mal progettati, ostruibili – oppure mancano del tutto – l’acqua inizia ad inondarti il garage. E, nel giro di poche ore, la tua auto, i tuoi attrezzi e i tuoi elettrodomestici sono da buttare.

Quando si parla di interventi di regimazione delle acque, non lasciare niente al caso: basta un’alluvione fuori dal comune per creare danni per migliaia di euro, che potrebbero essere evitati con canalette ben fatte.

Nel prossimo post ti parleremo di altri sistemi di regimazione delle acque, come ad esempio i fossi di guardia, le trincee drenanti e i dreni nel sottosuolo.

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Commenti 1

  1. pasqualini aureliano

    Solo ora ho scoperto questo sito intelligente ed accorto. In giro c’è una superficialità che non capisce che i nostri antenati hanno sudato per gestire e conservare il territorio, non bastano solo le macchine per far agricoltura

    Congratulazioni

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