Come sopravvivere al mestiere di GEOMETRA (anche se non vieni dal pianeta Krypton)

1 Commento

La settimana scorsa stavo guardando la TV e, cambiando canale mi è capitato di rivedere Superman, il primo film della saga di Clark Kent, datato 1978.

In breve Superman, nato sul pianeta Krypton ma giunto tra noi in tenera età, scopre che la sua missione è quella di difendere il pianeta Terra, senza però interferire troppo con gli eventi che ne scrivono la storia.

Naturalmente Superman ha delle giornate piuttosto piene: prima di addormentarmi sul divano ho fatto in tempo a vederlo salvare la giornalista Lois su un elicottero, a sventare due o tre rapine e a salvare dalla tempesta perfetta nientemeno che il Presidente degli Stati Uniti sull’aereo presidenziale.

Il tutto mentre – quando non deve salvare il mondo – fa il giornalista nei panni del timido Clark Kent.

Se sei un geometra, la tua giornata è probabilmente un po’ più noiosa di così, ma …non meno carica di responsabilità. Devi realizzare progetti esecutivi, dare consigli ai tuoi clienti ed occuparti di tutta la burocrazia di cui il Pianeta Terra è capace – il tutto sperando che i cantieri che stai seguendo non abbiano rogne impreviste.

Perché nel caso in cui ci fossero delle rogne, la colpa è sempre del geometra. Sempre. Per definizione.

Stamattina mentre ero in auto e stavo andando a fare un sopralluogo in un cantiere, ho ripensato al film di Superman, e non ho potuto fare a meno di fare un parallelo impossibile con la vita di un geometra: anche lui deve “salvare il mondo” saltando da un progetto all’altro e da un cantiere all’altro, molto spesso senza essere ricompensato adeguatamente per i suoi sforzi.

Viceversa – troppo spesso – prendendosi le colpe (che invece sono spesso dei fornitori) quando qualcosa va storto o quando qualcosa va a rilento.
Ma veniamo alla domanda del titolo:

Se non sei un supereroe e se non vieni dal pianeta Krypton, puoi sopravvivere alla professione di GEOMETRA? 

La risposta è semplice: scegliendo bene i tuoi clienti e i tuoi fornitori.

Mi spiego meglio:

    • se i tuoi clienti ti impongono lavori impossibili, scadenze impossibili, o budget (disponibilità di denaro) impossibili i casi sono due:
      1. Primo caso: spieghi al tuo cliente che non sei un supereroe e che la cosa che ti sta chiedendo non è fattibile, o quantomeno, non è fattibile in sicurezza. A costo di “perdere” il cliente. Ma pensandoci bene, è meglio un cliente (sbagliato) in meno che un cantiere problematico in più.
      2. Secondo caso: accontenti il tuo cliente mentendo sulle date di consegna, sulla qualità o sulla sicurezza dei lavori. E questo ci porta direttamente al punto seguente.
    • se i tuoi fornitori non sono all’altezza della situazione, e pur di lavorare millantano competenze che invece non hanno, mettono a rischio non solo il cantiere che gli hai commissionato, ma anche la tua stessa reputazione. Perché purtroppo, come abbiamo già detto, nella percezione del cliente “la colpa è sempre del geometra”, anche quando non è così. In termini pratici: se un’impresa edile fino a un mese faceva scavi per fognature, forse non è proprio l’impresa più qualificata per lavorare su un pendio o per fare altri lavori delicati. Questo a prescindere dall’impegno, dalla voglia di lavorare e dal prezzo stracciato. L’esperienza non si improvvisa, soprattutto quando si fanno interventi delicati.

 

Se sei un geometra e se hai avuto la pazienza di leggere fino a qui, ci farebbe piacere sapere cosa ne pensi di questo articolo: sei d’accordo con noi oppure no? Rispondi utilizzando i commenti che trovi qui sotto oppure scrivici a info@piccole-dolomiti.it

A presto!

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Commenti 1

  1. giuseppe antonio soligo baù

    l’articolo è più che mai azzeccato…… el mona del giometra el ghavea dito…… questa sarebbe la sintesi secondo mia interpretazione di un gutturale sentito da un cliente

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